UJI – Fluidi in moto
Esposizione dei quadri retroilluminati e performance immersiva in dialogo con acqua, voce, frequenze vegetali e paesaggio sonoro. Date e luogo saranno comunicati sui canali ufficiali dell’artista.
La ricerca di Ermelinda Bircaj è da rintracciare nella sua vita vissuta.
La pittura e la performing art sono materia viva, superficie di ascolto e spazio di trasformazione. Il quadro non è inteso come immagine conclusa, ma come luogo sensibile in cui acqua, colore, gesto e memoria si depositano per strati. La materia pittorica diventa frequenza, traccia, paesaggio interiore: un campo attraversato da segni organici, aperture, cretti, vibrazioni e presenze che rimandano al corpo, alla natura e alla coscienza del vivente.
La performing art di Ermelinda è racconto sociale, paura e gioco con i quadri nello spazio e nel tempo: il corpo, la voce, il paesaggio sonoro e l’installazione diventano luoghi per abitare la pittura, farsi attraversare dalle frequenze del colore e della materia e renderle esperienza. La tela non resta soltanto superficie da osservare, ma diventa soglia, presenza, ambiente immersivo.
La sua ricerca unisce così pittura e performance in un unico processo poetico. Il gesto pittorico prepara e custodisce l’azione, mentre la performance attiva la materia, la attraversa e la restituisce al pubblico come rito di ascolto, trasformazione e coscienza.
UJI – Fluidi in moto
UJI – Fluidi in moto è uno stato di coscienza prima di essere un quadro o un progetto performativo ambientale. Unisce corpo, acqua, voce, pittura, paesaggio sonoro e installazione in un’esperienza immersiva e autobiografica, in cui il gesto artistico diventa rito di ascolto, trasformazione e attraversamento.
Il progetto nasce dall’ascolto del vivente e dalla relazione con la frequenza vegetale. Attraverso dispositivi sonori capaci di tradurre le vibrazioni vegetali in paesaggio acustico, Ermelinda Bircaj costruisce un dialogo sensibile tra organismo umano, materia naturale e spazio. L’acqua, il colore e la materia diventano strumenti di memoria, passaggio e metamorfosi.
La produzione pittorica di Ermelinda è parte centrale di questo processo. I suoi quadri non sono semplici opere da osservare, ma superfici vive, attraversate da segni, stratificazioni, aperture e presenze organiche. La pittura nasce spesso da un rapporto diretto con l’acqua e con il colore come sostanza fluida, instabile, capace di espandersi, depositarsi, assorbire tracce e restituire memorie. Il supporto pittorico diventa così un territorio sensibile, una pelle, una membrana attraverso cui il corpo, la materia e la coscienza comunicano.
Nei suoi lavori pittorici il colore non ha soltanto una funzione visiva, ma assume un valore energetico, relazionale e percettivo. L’acqua dei colori, posta in ascolto delle frequenze vegetali, diventa elemento di connessione tra mondo vegetale e gesto umano. La pittura si carica così di una dimensione ambientale e quasi rituale: ogni quadro conserva l’impronta di un processo, di un ascolto, di una trasformazione avvenuta nel tempo. È come se la materia pittorica custodisse una forma di coscienza diffusa, non individuale, non mentale, ma appartenente al vivente, alla memoria dell’acqua, dei corpi e dei luoghi. È una coscienza che emerge dal contatto tra gli elementi: il corpo che agisce, la voce che attraversa lo spazio, il colore che si deposita, la pianta che vibra, l’acqua che conserva e trasforma.
UJI – Fluidi in moto si configura quindi come un’opera complessa, in cui pittura, corpo e natura partecipano allo stesso processo poetico. L’artista attraversa la propria memoria personale e migrante, trasformandola in un linguaggio fatto di acqua, pigmenti, fibre, suoni e presenze vegetali. La pittura diventa archivio emotivo, paesaggio interiore e forma di coscienza materiale: un modo per dare corpo all’invisibile e per rendere percepibile ciò che normalmente resta sommerso.
Tecnica mista su superficie retroilluminata. Colori artificiali e naturali preparati dall’artista, stratificati attraverso colature, velature, ossidazioni e trasformazioni materiche.
Il processo pittorico nasce in relazione con la frequenza vegetale e con la formattazione dell’acqua, trasformando la tela in spazio visionario.
I quadri retroilluminati sono ideati da Ermelinda Bircaj e realizzati da Metamor & Partners SRL.
Aggiornamenti dal profilo personale di Ermelinda Bircaj.
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Presentazioni, installazioni e azioni performative attorno a UJI – Fluidi in moto.
Esposizione dei quadri retroilluminati e performance immersiva in dialogo con acqua, voce, frequenze vegetali e paesaggio sonoro. Date e luogo saranno comunicati sui canali ufficiali dell’artista.
Il progetto può essere presentato come ambiente espositivo con opere retroilluminate, materia pittorica e dispositivi sonori, costruendo una fruizione lenta e ravvicinata.
Azione dal vivo di circa 30 minuti, replicabile in più turni per piccoli gruppi, pensata come attraversamento poetico tra corpo, memoria, acqua e natura.
Social poem performance
Un atto performativo intimo e ambientale, pensato per un pubblico raccolto. La performance si sviluppa come attraversamento tra corpo, acqua, voce, memoria e natura.
La durata ideale è di circa 30 minuti, con possibilità di tre repliche per garantire una fruizione ravvicinata e sensibile.
La ricerca nasce dalla fusione delle due rive: origine e approdo, lingua e memoria, corpo e paesaggio.
Ermelinda Bircaj è artista performer e ricercatrice nell’ambito del teatro contemporaneo, della performance e delle pratiche interdisciplinari. La sua ricerca si sviluppa tra corpo, voce, parola, suono, memoria, pittura e paesaggio relazionale.
Una linea centrale del suo percorso prende forma nella trilogia composta da Materia molecolare, Pane per i pesci e UJI – Fluidi in moto, lavori nei quali il linguaggio scenico si apre a una dimensione immersiva e sensibile.
Un nucleo profondo della sua ricerca è rappresentato dalla fusione delle due rive, intesa come attraversamento tra appartenenze, lingue, memorie e geografie interiori. Nata in Albania e da molti anni in Italia, Ermelinda Bircaj trasforma questa condizione in una matrice poetica e politica del proprio lavoro: le due rive non sono due margini separati, ma due spazi che continuano a cercarsi, a risuonare e a trasformarsi l’uno nell’altro. Da questa tensione nasce una pratica artistica che mette in relazione origine e approdo, radice e migrazione, distanza e riconoscimento, perdita e ricomposizione, facendo della scena e dell’opera un luogo in cui le identità non si fissano, ma si attraversano.
Accanto al lavoro performativo, sviluppa anche una ricerca pittorica e materica, nella quale compone opere a partire dalla musica vegetale, mettendo in relazione suono, acqua, colore e trasformazione. Utilizza colori artificiali e naturali, preparati e composti personalmente, che diventano parte di un processo artistico in cui la pittura nasce dall’ascolto, dalla vibrazione e dall’incontro tra materia organica e gesto creativo. Le opere danno vita anche ad installazioni retroilluminate, nelle quali immagine, luce, trasparenza e materia pittorica entrano in dialogo con l’esperienza performativa. La realizzazione tecnica dell’installazione retroilluminata è curata da Metamor & Partners SRL, che contribuisce alla costruzione spaziale e materica dell’opera.
Contatti
Email: ermelina83@live.it
Telefono: 3207264429
Instagram: @ermelinda.emma.bircaj
Facebook: Ermelinda Emma Bircaj
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